28 società di calcio piemontesi annunciano: “Non concluderemo i campionati”

campo calcio a 5 lnd
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Una lettera indirizzata al Presidente del Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta, Christian Mossino, per annunciare l’intento di ben 28 società di calcio a 11 di non voler riprendere l’attività agonistica in questa stagione

Una presa di posizione decisamente forte quella di 28 società piemontesi di calcio a 11, dislocate in varie province, che annunciano di non voler concludere i campionati anche nel momento in cui dovesse terminare l’emergenza coronavirus. Una lettera indirizzata al Presidente del Comitato Regionale di Piemonte e Valle d’Aosta Christian Mossino e riportata dai colleghi de La Repubblica. Ecco la lettera: “Molti di noi vivono e operano in zone che fanno dell’attività turistica la loro unica fonte di lavoro. Molti di noi vivono e lavorano in zone in cui le aziende si sono trovate improvvisamente a dover rallentare la produzione. Molti di noi vivono e lavorano in questo Paese e dovranno fare i conti con le gravi ripercussioni finanziarie che questa pandemia sta provocando. In questo momento le nostre energie dovranno essere veicolate a pensare al bene dei nostri dipendenti, delle loro e delle nostre famiglie. Dovremo recuperare il tempo che si è improvvisamente bloccato, congelato, in questi mesi. Il motivo per cui ci siamo aggregati è che abbiamo a cuore questo sport, abbiamo a cuore i nostri ragazzi, abbiamo a cuore il futuro delle nostre società. Tutto questo, se ora non ci fermiamo, potrà essere messo a rischio. Senza garanzie di sicurezza sanitaria, visto che non abbiamo a disposizione dispositivi e persone per poter garantire ai nostri ragazzi l’assenza di contagio (se calciatori professionisti di squadre professionistiche hanno contratto il virus, nonostante i controlli specialistici ai quali sono sottoposti quotidianamente, come possiamo pensare di farlo noi?), finire una stagione che potrebbe protrarsi fino a chissà quando vuol dire inevitabilmente sottrarre al futuro preziose risorse, umane ed economiche. Oggi la salute vale più di qualsiasi classifica o partita. Gli ospedali della vicina Lombardia sono al collasso. Non possiamo pensare di sottrarre un medico per controlli sui nostri tesserati, né di costringere eventualmente alla quarantena venti, quaranta o cento famiglie, oltre alle responsabilità penali che, in caso di contagio, potrebbero essere imputate ai presidenti. Non siamo più disposti a proseguire i campionati e confidiamo che la nostra presa di posizione possa essere di incentivo e di sostegno agli organi competenti, per arrivare a una decisione difficile, dolorosa e scomoda, ma necessaria”.

I firmatari: Marco Pozzo (Stresa Sportiva), Emanuele Gallico (Alicese Orizzonti), Raffaele Zacchera (Città di Baveno), Gianni Fregonese (Fulgor Ronco Valdengo), Fernando Foglio (Oleggio Sportiva Oleggio), Giancarlo Giovine (Pianese), Corrado Beccacini (Pro Dronero), Marco Pollastrini (Pro Eureka), Guido Presta (Ro.Ce.), Giuseppe Buffa (LG Trino), Luigi Blasi (Bulè Belinzago), Piergiuseppe Ferrarotti (Bianzè), Pier Giuseppe Ottone (Briga), Gerardo Pandiscia (Dormelletto), Marisa Zariani (Juve Domo), Vittorio Bellosta (Omegna), Beniamino Tomola (Piedimulera), Mauro Giroldi (Sizzano), Roberto Bellardone (Sparta Novara), Andrea Rigamonti (Valduggia), Marzio Casile (Vogogna), Massimo Gariglio (Volpiano), Valter Bolfe (Cannobiese), Maurizio Perna (Fomarco), Giuseppina Murano (Amatori Castelletto), Davide Annichini (Maggiora), Umberto Sola (Pro Ghemme), Fabio Basta (Pregliese).