Berardi re d’Italia: «Gruppo fantastico, ognuno ha messo il suo mattoncino»

berardi boscolo
Davide Berardi e Davide Boscolo sorridenti insieme al trofeo

Davide Berardi è da un paio di giorni diventato campione d’Italia con la Rappresentativa Under 17 di Piemonte e Valle d’Aosta: ripercorriamo il cammino verso il successo con le sue impressioni

Il risveglio da campione d’Italia non può essere lo stesso di tutti i giorni, lo sa bene Davide Berardi che ancora fa un pizzico di fatica a realizzare quanto di straordinario compiuto con la Rappresentativa Under 17 di Piemonte e Valle d’Aosta. La vittoria di domenica nella finale del Torneo delle Regioni non è del tutto metabolizzata ma già è tempo di bilanci: «Che dire, è stata una soddisfazione immensa – esordisce il tecnico. Il merito principale è dei ragazzi, la cui “professionalità” è stata straordinaria: perfetti nell’ascoltare le direttive, nel seguire i consigli e nel rimanere sempre concentrati anche fuori dal campo. Sono stati bravi a diventare gruppo molto in fretta, dimenticando ognuno il proprio club di appartenenza e le rivalità di campanile. E per questo vanne certamente ringraziate le rispettive società che ci hanno messo a disposizione ragazzi educati, sia umanamente che calcisticamente». Un trionfo frutto di cuore, coraggio, un pizzico di fortuna e della capacità di ciascuno di sentirsi importante in qualsiasi momento: «Assolutamente vero, la forza di questa squadra è stata senza dubbio la possibilità di attuare ampie rotazioni. Tutti i giocatori della rosa sono stati all’altezza e tutti hanno trovato il loro momento di gloria nel corso della settimana. Da parte mia, percepivo la consapevolezza che il gruppo si stesse pian piano plasmando e la speranza di poter arrivare fino alla finale l’ho sempre coltivata sin dal principio, anche perché gli Allievi avevano sempre ottenuto ottimi risultati nelle ultime stagioni e non volevo di certo interrompere questa serie...».

Ma se i giocatori sono stati gli attori principali del capolavoro, è altrettanto vero che nell’ombra ci sia stato un lavoro eccezionale, impossibile da non rimarcare: «Primo fra tutti vorrei elogiare Davide Boscolo: è stato indispensabile, lui molto più di me ha avuto la capacità di cementare il gruppo, in particolare al di fuori del campo. Se fosse stato un giocatore, sarebbe stato certamente un leader naturale. Una bellissima scoperta per tutti e un patrimonio del calcio a cinque regionale. E poi vorrei ringraziare il resto dello staff: da Maurizio Merante come sempre unico nel guidare i portieri, ad Angelica Ribero la nostra fisioterapista-portafortuna visto che l’anno scorso seguiva la selezione Femminile che vinse in Umbria. E poi naturalmente Massimo Bassis e Annalisa Chiappone per l’organizzazione impeccabile, così come Nini Punzurudu, il cui appoggio è stato costante dentro e fuori dal campo».