Caccialupi e i suoi 10 anni di Orange: «Proviamo a limare ogni piccola imperfezione»

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Marco Caccialupi insieme a Ghouati, Patanè e Iglina con la coppa dello Scudetto Juniores

Uno dei cardini dell’Orange Futsal Asti è Marco Caccialupi, ormai giunto in doppia cifra per anni di appartenenza nella famiglia arancionera

Dieci anni di orange e non sentirli. Erano i primi anni di Ramon e di un Asti che iniziava la scalata nell’olimpo del futsal. Erano anche i tempi in cui Marco Caccialupi ha iniziato a far parte di un organigramma che si rivelerà alla fine una grande famiglia. Adesso è Direttore Generale e Responsabile del Settore Giovanile. Quest’ultimo non è un ruolo di poco conto, soprattutto da questi parti, perché l’Orange Futsal Asti dopo l’anno dello scudetto ha deciso di ripartire in tutti i sensi: dalla serie D e, soprattutto, dal settore giovanile: «Ad Asti vivevo nel mondo del calcio, quando fui contattato da Maurizio Lombardi». E da quel giorno non se n’è più andato: «Abbiamo iniziato con l’under 21 di Max Iglina e poi nel corso degli anni abbiamo avuto un’evoluzione incredibile». Già, perché se la prima squadra ripartiva dalla categoria più bassa in ambito regionale, il settore giovanile con le sue formazioni si ritagliava pagine sempre più importanti in campo nazionale. Davì Alves, Hernan Patanè ed Edu Dias sono le intuizioni geniali di Caccialupi, capace di spostare dal parquet alla scrivania risorse fondamentali per la crescita del movimento. Il risultato più evidente è la continua crescita dei bambini aderenti alle attività di base: quest’anno si è toccato quota 200 escludendo le attività agonistiche. «Questa è la più grande soddisfazione che possa avere e che cercherò di perseguire nel corso degli anni futuri. Ad Asti e dintorni sono nate tante nuove realtà formate da giocatori che sono cresciuti con questa maglia e che si stanno ritagliando grandi soddisfazioni sia in Piemonte che in giro per la penisola». La “cantera” orange oramai è diventata un punto di riferimento per gli addetti ai lavori: «Il nostro credo è quello di creare dei giocatori con uno staff capace di lavorare giorno e notte su questo obiettivo». Insieme alla “triade tecnica”, Milosevic e Caccialupi formano una sinergia basilare per la piena riuscita del progetto: «Facciamo anche quattro riunioni a settimana, in quanto il confronto è alla base per cercare di limare ogni piccola imperfezione: non è facile ma ci proviamo». Dieci anni di Orange sono tanti, ma fra cinque anni gli obiettivi non sono affatto ridimensionati: «Dopo il tricolore non nascondo che siano stati momenti difficili. Ci siamo dovuti tirare su le maniche e adesso stiamo raccogliendo i frutti sperati. Mi auguro di poter proseguire questo cammino con questi numeri e con questa unità di intenti da parte di tutti». Tutto sembra perfetto, eppure c’è sempre qualcosa che non va nella direzione sperata: «Tutto è migliorabile, prendiamo delle critiche sempre nella maniera costruttiva e questo porta ad un miglioramento graduale e costante». Preciso, maniacale e con l’obiettivo che tutto sia perfetto: «Difficile, ma la volontà di raggiungere la perfezione c’è. La comunicazione con le famiglie è un lavoro che richiede molto tempo ma è anche un modo per trasmettere professionalità e affidabilità a chi porta i loro figli al PalaSanquirico. La disponibilità deve essere massima». Un po’ i traguardi raggiunti fino adesso.