Nazionale Italiana di Bellarte: il mix tra oriundi e giovani ci porterà lontano?

Massimiliano Bellarte, CT della Nazionale Italiana dal 15 settembre 2020

Qualificata in anticipo agli Europei la Nazionale Italiana di Bellarte ha riportato in voga gli oriundi con l’inserimento di giovani promesse

Si può dire tutto a Massimiliano Bellarte tranne che sia banale nelle sue scelte. Non a caso era stato proprio l’ex allenatore dell’Acqua&Sapone ad affermarlo in una delle sue prime uscite da CT della Nazionale: “Credo in un gruppo allargato per far sì che tutti entrino in certe dinamiche. Faccio leva sull’entusiasmo di giocatori giovani. Saranno tanti a essere chiamati in causa, mettendoci idee semplici e cercando di fare un gol in più dell’avversario. La mia filosofia è far sì che i singoli si esaltino in un collettivo che funzioni”. Così, in questo contesto il capitolo oriundi porta ad avere una sua logica: “Non vedo alcuna differenza tra italiani e oriundi”. 

Non lo disse ma lo fece anche Menichelli e, dopo la conquista dell’Europeo nel 2014, ci siamo incagliati in un ricambio generazionale molto faticoso, tant’è che Musti si ritrovò a iniziare e poi non poter proseguire un percorso nel quale in precedenza si era coltivato poco o nulla dalle basi. Ora sono ritornati in voga gli oriundi, con la novità di qualche talentuoso ragazzotto, chiamato a sorpresa, da poter far crescere nel gruppo Azzurro. La speranza degli altri giovani italiani, che magari in serie A hanno anche un minutaggio elevato, è e deve restare sempre viva: chi rifiuterebbe una chiamata della Nazionale? Nessuno, purché vengano poi convocati. Ma in fondo, come dice Max Bellarte: “Quando ci sono successi è il modo migliore per impiantare delle idee, perché non si devono dare delle spiegazioni“.