Effetto Biagianti: adesso forse il calcio capirà cos’è il futsal

(Foto: Facebook Meta Catania)

Ha fatto clamore l’approdo nel mondo del futsal di Marco Biagianti. Un evento che ha messo in risalto il calcio a cinque: quali gli effetti?

Maglia numero 27. Non poteva essere altrimenti. Marco Biagianti è un giocatore della Meta Catania. Il toscano, di adozione catanese, ha sposato il progetto del patron Enrico Musumeci. Un colpo importante per la società etnea, sicuramente a livello mediatico ma il curriculum nel calcio a 5 dell’ex centrocampista è ancora tutto da scrivere. Salvo Samperi ha il suo bel da fare su come inserire un giocatore che dai campi 100X60, passa a quelli di 40×20. Altre dinamiche di gioco, altri movimenti, praticamente un mondo nuovo. Il calcio a 5 non è una disciplina che ha bisogno del calcio, caso mai è il contrario. Il futsal deve essere considerato come attività propedeutica al football. L’incipit di un giocatore deve essere il calcio a cinque. Lo hanno capito in tanti, in primis la Juventus che ha chiamato alle sue dipendenze l’ex CT della Nazionale Italiana Alessio Musti. Biagianti nella conferenza stampa di presentazione ha mostrato grande umiltà, definendo questa scelta come “coraggiosa e tosta”. Parole sante perché l’inserimento di un giocatore di calcio nel futsal è sicuramente più difficoltoso di un giocatore che fa il percorso inverso. Quanti giocatori di football hanno iniziato con il calcio a cinque? Tanti, come testimoniato da noi di TiroLibero: Brahim Diaz, Matheus Cunha e Arthur tanto per citarne qualcuno.  Il mondo del calcio a cinque accoglie a braccia aperte l’ex centrocampista etneo classe 1984, purché quest’ultimo oltre che sul parquet possa aiutare l’intero movimento nel far entrare questa disciplina anche come attività propedeutica al calcio. E magari un giorno sentirgli pronunciare queste parole: “Se avessi iniziato con il calcio a cinque sarei stato un giocatore di calcio migliore”.