Falcao fa 401: l’ultima recita con la Selecao del re del futsal

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Falcao con la maglia della Selecao (foto www.dm.com.br)

Falcao ha salutato definitivamente la nazionale brasiliana di futsal con l’ennesima dimostrazione della sua classe infinita

Tutti ai piedi di Falcao. Inchinati. Incantati dal suo talento. Dalle sue magie. Da quell’entusiasmo sbarazzino. Questa volta il più grande giocatore della storia del futsal saluta per davvero. A modo suo, talento stracolmo di eleganza e leggiadro in ogni movimento. Con le ali al posto dei piedi e quel sorriso consapevole di chi ha regalato pagine indelebili di aneddoti, storie, invenzioni. Falcao ha detto basta al suo Brasile: serrande chiuse. Per sempre. Il tempo non risparmia neanche i poeti più puri. Ma non è stato un saluto normale: si è trattato del saluto. Le firme 400 e 401 con la Seleção, nel test match vinto dalla Canarinha 4-2 contro il Paraguay, sono solo le ultime di una sterminata lista. La prima è la solita pennellata, questa volta di tacco. Perché il cuore e l’estro invecchiano più lentamente delle gambe e a volte con l’età anagrafica ci scherzano. Questa volta è davvero la parola fine. Meno toccante forse del commovente tributo che i giocatori dell’Iran gli avevano dedicato nel 2016 dopo averlo estromesso dal Mondiale, ma altrettanto pregno di significato. Falcao le regole di questo sport le ha riscritte. E’ diventato il primo vero artista mondiale del calcio a 5 nonché volto-immagine. Le sue prodezze collezionano milioni di views su Youtube, vengono ricondivise da una vagonata di utenti su Facebook e strappano cuori su Instragram. Il brasiliano, 41 anni suonati dice la carta d’identità, è diventato l’ambasciatore del calcio a 5 nel mondo. Mai premio fu più meritato, per un giocatore che in carriera ha fatto razzia di tutto ciò che ha trovato: quattro volte miglior giocatore dell’anno, un Premio Fifa alla carriera, 2 Mondiali (e 48 gol nella competizione, ovviamente, nessuno come lui) e una collezione infinita di titoli continentali e nazionali.
Un giocatore che si è pure tolto il lusso di dire grazie e arrivederci al San Paolo calcio a 11, dopo sei partite e cinque gol in campionato, per non farsi mancare nulla. Un’icona riconosciuta (e apprezzata) da chiunque. Ci ha fatto sognare, ammirati da così tanta bontà racchiusa in meno di 180 centimetri. Ci ha fatto anche rammaricare, perché in Europa lo abbiamo potuto scrutare e invidiare solo da debita distanza. Ma soprattutto ci ha fatto ringraziare. Per tutto quello che ha regalato e continua a donare a questo sport. Obrigado, Falcao. Nemmeno 258 partite in nazionale possono raccontare chi sei e cosa diavolo hai combinato su quel parquet…