Futsal Euro 2018: da Ricardinho a Bruno Coelho, il Portogallo ci ha fatto innamorare

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Il Portogallo solleva al cielo il trofeo di Futsal Euro 2018 (foto Uefa Futsal)

La doppietta di un commovente Bruno Coelho ha fatto scorrere i titoli di coda su Futsal Euro 2018 e fatto innamorare milioni di persone di un Portogallo capace di riscrivere la storia

A questo Europeo non è mancato proprio nulla. E’ stato chiamato anche il miglior sceneggiatore per scrivere un film che alla fine ha fatto tutti un po’ commuovere. Il finale è quello che tutti auspicavano: mai banale e con il fazzoletto in mano. Il Portogallo alza al cielo il titolo continentale, in una finale che fa parte già della storia di questa disciplina (clicca qui per gli highlights di Portogallo-Spagna), relegando la Spagna al posto d’onore e la Russia al terzo posto (clicca qui per gli highlights di Kazakhstan-Russia). Un percorso netto per i ragazzi di Jorge Braz, capaci anche nei numeri di dimostrare la loro forza. L’incipit è stato perfetto con un poker calato alla Romania (clicca qui per gli highlights). Risultato finale che poteva essere scontato, magari passato in sordina, ma l’esordio ad una competizione continentale è sempre un’arma a doppio taglio: vedi il pareggio dei maestri spagnoli contro la Francia. La qualificazione ai quarti è già garantita, visto che nell’altra partita del girone anche l’Ucraina fa il suo dovere contro i rumeni. Però non è affatto una partita da sottovalutare, in quanto il primato nel girone eviterebbe un quarto di finale contro la Spagna. Così un’altra valanga di reti, cinque, fa capire agli addetti ai lavori lavori che Ricardinho e compagni vogliono fare sul serio, oltre che divertire (clicca qui per gli highlights di Portogallo-Ucraina.

Inizia il percorso più insidioso, dove non si può più sbagliare. I lusitani salgono sull’ottovolante contro l’Azerbaigian (clicca qui per gli highlights), tanto per lanciare un messaggio alle pretendenti al titolo. La Russia lo è sicuramente, viste le sue tre finali consecutive raggiunte. E’ una semifinale al cardiopalma, con gli zar che puntano il dito contro alcune decisioni arbitrali discutibili (clicca qui per gli highlights). La finale è garantita. Come nel 2010. Sempre contro la Spagna. L’esito però è esatta antitesi di otto anni fa. Con alcuni eventi che stimolano la penna del miglior sceneggiatore. Come la storia di Bruno Coelho che sembrava quasi destinato a gustarsi il finale di partita in panchina per un duro colpo ricevuto nella prima frazione, ma che poi pareggerà a un minuto dalla sconfitta e trasformerà il tiro libero decisivo. Senza poi dimenticare il protagonista assoluto di questa fase finale. Ricardinho parte con una magia delle sue contro la Spagna, poi la disperazione per una caviglia che è troppo malconcia per poter continuare, salvo poi terminare in lacrime per aver trasmesso qualcosa di Magico anche dalla panchina ai suoi compagni. Come Cristiano Ronaldo, più di Cristiano Ronaldo. E con il titolo di miglior giocatore della manifestazione in tasca. Scorrono i titoli di coda. Come in un film.