Geovanne Luiz è la nuova scoperta dell’Aosta

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Le prime immagini di Geovanne Luiz con la divisa dell'Aosta

Un nuovo talento brasiliano è pronto a sbocciare nella “cantera” dell’Aosta: Geovanne Luiz, in arte “Rabisco”, vuol far innamorare di sé la Valle

E’ arrivato in punta di piedi, ma avrà un futuro tutto da scrivere: Geovanne Luiz è sbarcato nel luogo sacro per i giovani brasiliani. Aosta è la sua nuova realtà, dopo aver sfondato per più volte la porta con la maglia dell’Atletico Juventus, quest’estate, Rodrigo Rosa lo ha notato in terra verdeoro: «E’ soprattutto grazie a lui che sono qui e non vedo l’ora di cominciare». Emozione tanta per la prima intervista in assoluto che rilascia alla carta stampata. Classe 1999, laterale offensivo mancino, ha il vizio di essere l’incubo degli estremi difensori: in Brasile ha appena vinto la classifica dei marcatori. In attesa dell’imminente arrivo del transfert, presto lo potremo ammirare sul parquet sia con la prima squadra che con la Under 19, quest’ultima qualificata recentemente anche per la Coppa Italia di categoria. “Rabisco” è il suo soprannome, perché gli piace far impazzire gli avversari. Non a caso Falcao è il suo idolo, ma con le dovute proporzioni, chi lo ha visto in allenamento, è pronto a scommettere sulle sue qualità. «Sono molto felice di essere qui in Italia e l’Aosta mi ha accolto stupendamente – prosegue Giovanne – qui il futsal è fantastico anche se, rispetto al Brasile, c’è molta più forza fisica e tattica». Nonostante la lontananza, la famiglia rimane sempre un punto di riferimento importante: «Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno sempre aiutato affinché potessi intraprendere questa strada». I suoi quattro fratelli non seguono molto il calcio a cinque, ma poco importa in quanto bastano e avanzano le sue serpentine. Rabisco è l’ennesima scommessa del presidente Gianluca Fea. Una società capace di lanciare nel mondo del futsal stelle che adesso fanno la fortuna di compagini blasonate: Gabriel Lima e Julio de Oliveira tanto per citarne alcuni. E chissà che l’elenco non possa arricchirsi di un altro nome…