Giovannone e la mostra Ayrton Senna 25: «I suoi valori erano quelli dell’Orange Futsal»

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Il direttivo Orange con l'immagine di Ayrton: il presidente Pascolati, poi Caccialupi, Giovannone e Patanè

Una delle ultime imprese firmate Claudio Giovannone è la mostra Ayrton Senna 25 dedicato al campione brasiliano i cui valori sono trasferiti nell’attualità targata Orange Futsal Asti

Un evento da non perdere. La mostra “Ayrton Senna 25” a Palazzo Mazzetti ad Asti è un piccolo capolavoro di capacità e intuizione di Claudio Giovannone, ambasciatore Europeo della Fondazione Senna. Giovannone ha saputo catalizzare l’attenzione di oltre diecimila visitatori provenienti da tutto il mondo, per una mostra che a qualche giorno dalla chiusura fa parte già della storia della città di Vittorio Alfieri. Uomo con la Formula 1 che scorre nelle sangue ma anche con la passione del futsal, capace di portare ad Asti uno scudetto, Giovannone è riuscito a trasferire mentalità e finalità della Fondazione anche nell’Orange Futsal: «Ayrton è stato un esempio di bontà umana, di disponibilità nei confronti dei più deboli, un po’ come la politica dell’Orange Futsal. Significa aiutare i meno fortunati, cercando di estrapolare i loro talenti in modo che potessero vivere una vita normale. Oggi la Fondazione Senna ha 18 milioni di bambini educati grazie alla fondazione. Noi dell’Orange stiamo cercando di far crescere dei giovani per dare loro l’opportunità di esprimere il loro talento in questa disciplina. Ci sarà uno su venti, o anche di più, che ci riuscirà, però quest’ultimo potrà esprimerlo andando a giocare in squadre di serie A o all’estero, avendo un tenore di vita più che dignitoso grazie al futsal. Esempi pratici nella Formula 1 non ne vedo, perché non esistono, per quanto riguarda la Fondazione Ayrton esistono 18 milioni di bambini che nonostante non giochino a calcio a cinque, possono vivere comunque una vita migliore rispetto a prima visto che hanno imparato a studiare, hanno imparato a lavorare e oggi hanno potuto costruirsi anche una famiglia: questo è un successo straordinario. Gli esempi dell’Orange Futsal sono sotto gli occhi di chiunque: vedi Ibrahim Ghouati. Ci sono dei ragazzi che nascono talenti ma provengono da situazioni non ideali per poterlo esprimere. Perché l’Orange Futsal si metta a loro disposizione ho messo davanti a tutto l’assimilare l’educazione umana. Un ragazzo che è educato che è per bene quando per mille motivi la famiglia non ci è riuscita, è un ragazzo che ha più possibilità degli altri. Ibra se avrà questa umiltà e questa mentalità che ha costruito grazie ai nostri istruttori, diventerà uno dei più forti giocatori italiani e non solo. Oltre a lui ricorderei anche Itria oppure Lucas. Bisogna anche dire che ci sono stati dei ragazzi che si sono persi in questo percorso, pochi per fortuna, in quanto non siamo riusciti ad infondergli le basi dell’educazione». Ayrton Senna aveva tanti pregi e un talento straordinario ma non nel futsal: «Giocava nella Nazionale piloti – prosegue Giovannone – ma diciamo che non ha mai avuto un feeling particolare con il pallone. Era mancino ma non avrebbe mai potuto giocare a calcio a cinque. E’ inutile parlare di Ayrton e di calcio. Parliamo invece di moto, moto d’acqua e auto da corsa». Non avrebbe mai potuto calcare il Pala San Quirico, ma nell’Orange Futsal c’è molto del modo di pensare e di fare di Senna: “Se vogliamo che il mondo cambi in meglio dobbiamo incominciare dai bambini”. Questo affermava il campione brasiliano e questo si rispecchia nell’Orange con i suoi bambini e tutto un settore che corre veloce un po’ come Ayrton quando indossava casco e tuta e si infilava nell’abitacolo di una monoposto.