Il Grosso e la trasferta (tripla) delle beffe

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Situazione paradossale quella vissuta dal Grosso

Il disappunto in casa Grosso, costretto per la seconda volta a un viaggio a vuoto per non giocare la sfida contro il KL Pertusa

Sono già due i tentativi a vuoto che il Grosso ha dovuto sobbarcarsi, senza nemmeno il piacere di disputare una partita che ormai sta diventando un tabù. Il match in questione è quello relativo alla sesta giornata di campionato, alla trasferta contro il KL Pertusa. I canavesani avrebbero dovuto recuperare questa settimana l’incontro, ma il sintetico torinese è stato ritenuto ancora impraticabile dal direttore di gara, che ha dunque rispedito le squadre a casa. Per la seconda volta. Già, perché anche il primo tentativo di un paio di settimane fa si era concluso nel medesimo modo.

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E logicamente la cosa non è stata gradita in casa Grosso, come si evince dalle parole di Federico Mazzara: «Nella prima occasione il terreno era pieno di neve e non siamo stati avvertiti, mentre questa volta abbiamo trovato il campo ghiacciato e decisamente pericoloso per tutti: i ragazzi del KL Pertusa avrebbero voluto giocare, invece anche l’arbitro era d’accordo con noi e non ha fatto iniziare il match. Sinceramente però siamo arrabbiati, perché tra andata e ritorno sono 60 chilometri di viaggio e ripetere per due volte lo stesso iter non ha alcun senso. Per tutti noi è comunque un sacrificio, oltreché un costo, sarebbe bastato giusto un poco di buon senso per evitare tutto ciò. E senza considerare che sicuramente dovremo tornarci una terza volta…». Sperando che sia quella buona.