La festa della L84 non finisce mai: lacrime di gioia colorate di verde e nero

l84 festa
Foto ricordo di fine campionato per la L84

L’ultima sfida con il Videoton è stata una strameritata passerella per la L84 che ha potuto celebrare davanti ai suoi tifosi la promozione in Serie A2

Sono quelle lacrime che piano piano si delineano sul viso. Quelle parole d’amore che con gli occhioni gonfi Rodrigo De Lima dedica a moglie e tifosi prima di rilanciare la sfida alla A2, da settembre. Il ritratto più bello, l’immagine più forte della grande festa targata L84 è tutta nell’istantanea del brasiliano e nel bagno di folla che il pubblico verdenero riserva ai suoi eroi. Una festa che va ben oltre i 40′ effettivi che servono a El Adlani e compagni per liquidare il Videoton Crema in quella che è poco più che una formalità per chiudere in bellezza un Girone A di Serie B dominato. Un giusto tributo a chi in pochi anni ha aperto un libro bianco e iniziato a scriverci sopra pagine stracolme, avventure, emozioni. E quattro promozioni: non proprio quisquilie.

«Gruppo immenso» – Dopo la vittoria 5-2, il parquet straripa di emozioni. Si sentono nell’aria, nei volti, nelle parole impressionate del presidente Lorenzo Bonaria. Sorrisi, abbracci, provocazioni: «Questo è il momento di festeggiare. Di ringraziare un gruppo che ha fatto così tanto. Questa stagione non è frutto del caso. Il nostro percorso è figlio del lavoro. Dite che saliamo troppo velocemente? Allora rallentiamo per arrivare in A…». E giù risate. Ogni giocatore riceve l’ovazione di un palazzetto strapieno. Scoppiano i palloncini verdeneri, la tensione di un anno si scioglie di minuto in minuto.

«Mi mancava la A2»Rodrigo De Lima fissa il suo popolo con l’occhio fiero: «Abbiamo vinto anche per loro. Il ritorno in A2, una grande emozione. Sarà un campionato diverso. In tutto. Ma quando c’è da lottare noi siamo qui». Lui finisce in lacrime, i suoi giocatori se la ridono: «Dice che non vuole parlare, poi non sta zitto un secondo». Al centro del campo i ragazzi si guardano, urlano e cantano. Marchiori abbraccia le sue gemelle nate 4 giorni fa, El Adlani si inchina: «Vedere questo entusiasmo del nostro pubblico è una gioia inspiegabile». Sulla maglia celebrativa c’è il mantra del player-manager verdeoro, quel ”cassArola” con un piccolo ”due” in alto. L’ultimo atto è scritto. Il sipario cala. Il riposo del guerriero, pago e soddisfatto. Appuntamento a settembre: c’è un nuovo viaggio da raccontare, nuove pagine da colorare. Di verdenero, possibilmente.

Carlo Morizio