La storia di Abdullah: dall’Arabia Saudita alla scoperta del Bra calcio a 5

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Abdullah Kabbani in mezzo a Marco Bertello e Pietro Sartori, ds del Bra calcio

La storia di Abdullah Kabbani, giovane e appassionato ragazzo arrivato dall’Arabia Saudita per conoscere la realtà calcistica di Bra

Quali motivi possono spingere un ragazzo straniero a visitare l’Italia? Certo, il turismo. Le bellezze nostrane che non smettono di ammaliare e sedurre. Poi? Cos’altro? Bene, scaviamo un po’ negli stereotipi. Si mangia benissimo, e qui ci siamo. Si può fare una vacanza in montagna o volare in Sardegna in alcune delle spiagge più belle dell’intero continente. Oppure, si può venire a…studiare calcio a 5. E’ questa la storia di Abdullah Kabbani, ragazzo saudita ventitreenne arrivato in terra piemontese nel mese di settembre per conoscere da vicino la realtà calcistica del Bra, tra le principali protagoniste del Girone B di Serie C2. Il ragazzo, proveniente da Riad, capitale dell’Arabia Saudita, è stato seguito passo dopo passo dal tecnico-factotum Marco Bertello e dal capitano Davide Gerbino alla scoperta della città. Proprio l’allenatore braidese racconta: «Quando ho ricevuto la telefonata, credevo si trattasse di uno scherzo. Però le informazioni che mi ha dato erano in realtà attendibili». Ma perché questo ragazzo è venuto in Italia? «Ha deciso di viaggiare, innamorato di questo paese e dello sport. Gli piaceva il nostro club e i nostri colori sociali. Pensavo fino all’ultimo potesse non arrivare, ma alla fine invece ce l’ha fatta». E non solo, ha anche invitato tutta la squadra in Arabia Saudita: «Chissà, magari un giorno. Certo è che si è innamorato di noi e dei nostri prodotti tipici. Ma non della salsiccia di Bra. La sua religione non glielo permette. Tra l’altro ha visitato anche la Spal, e anche lì si è fatto regalare la maglia del club», chiosa Bertello. Accompagnato successivamente al campo di allenamento, Abdullah ha ricevuto una maglietta del club braidese in regalo. Da portare indietro e appendere in camera. Per non dimenticare un viaggio e mantenere nel cuore una passione che non ha età né luoghi di provenienza.