Lo Sportiamo conquista subito la C2

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La festa per la promozione in C2 dello Sportiamo (foto Pino MegaZpm)

Dopo la rinuncia alla C1 della scorsa estate, lo Sportiamo ritrova subito il sorriso conquistando il successo nel suo girone di serie D.

Non è stata sicuramente una stagione anonima quello dello Sportiamo. Dallo sprofondare nelle sabbie della serie D nel mese di luglio, per ritornare a respirare l’aria della promozione nel mese di maggio. Tutto questo in meno di un anno, grazie ad una rifondazione che ha portato alla ribalta il volto di Luca Gualco. Percorso netto per l’ex “Airone”, che al primo anno da allenatore timbra subito un traguardo importante. «Non era così scontato l’epilogo di questa stagione. Eravamo in un girone molto impegnativo, in cui il blasone non conta affatto. Ogni partita è una battaglia e non esiste una gara semplice». Lo Sportiamo vanta nel palmares due partecipazioni in serie B per poi assestarsi nel corso degli anni, come una realtà consolidata nel massimo campionato regionale. Nella passata stagione si è deciso di guardare in faccia la realtà e di alzare bandiera bianca di fronte ai problemi economici. «Quando mi sono state consegnate le chiavi di questa squadra – prosegue Gualco – mi hanno chiesto semplicemente di fare del mio meglio e di centrare i playoff. Non nascondo che per me è stata una sfida che adesso posso affermare di aver vinto». Il successo con il Villarbasse è il simbolo di un traguardo raggiunto anche se la chiave della stagione è rappresentata dalla vittoria sul Cus Piemonte Orientale: «E’ stata quella sfida che ci ha permesso di capire le nostre reali potenzialità e ha dato forza ad un intero spogliatoio capace di non basarsi solo sulle individualità. Sono orgoglioso di aver messo in mostra giovani leve che avranno un avvenire in questa disciplina». Adesso il futuro, non così scontato come sembra: «La stagione non è ancora finita perché siamo ancora in corsa nella coppa, ma non è così scontata la mia presenza sulla panchina dello Sportiamo. Non voglio fare previsioni anche perché adesso sono solo voci. Nulla di più».