Lo Sporting Rosta si arrende al Mantova

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Ad un passo dal sogno, lo Sporting Rosta si accorge che la scala verso la serie B non ha più i pioli, lasciando dunque strada spianata al Mantova

Ci sono voluti i tempi supplementari prima che i lombardi potessero iniziare i festeggiamenti. Alla vigilia, forse il Mantova di Milella si aspettava un pochino di sofferenza, vista anche l’assenza del pivot Palermo, ma mai come quella patita effettivamente sul campo. Il Rosta è stato esatta antitesi della gara d’andata. Capace di confermare le parole del suo allenatore e di non sbagliare mai due gare di fila. Così è stato, così come il fatto che al PalaWave gli avversari abbiano visto soprattutto semafori rossi. Gara spettacolare, sul piano delle emozioni, soprattutto perché imprevedibile. I piemontesi hanno avuto il grande merito di andare sempre in crescendo, nonostante le temperature tipicamente balneari. Il rigore di Ongari nella prima frazione apre il valzer delle emozioni, ma è una punizione di Molomfalean in pieno recupero a zittire il palazzo. A campi invertiti il Mantova piazza il colpo che avrebbe steso chiunque: il sinistro di Montagna è semplicemente imparabile. Però il Rosta non molla e trascinato dalla coppia Licciardi-Ongari, compie un piccolo capolavoro. Con la mossa del portiere di movimento, l’ex Asti firma subito il pareggio su assist di Martin poi negli ultimi dieci minuti si concretizza la rimonta. Inizia il gigante rumeno, la continua un’autorete di Molomfalean e la conclude Licciardi con una punizione magica: 5-2. Il Mantova è stremato e si sente franare la terra sotto i piedi. Il Rosta però non infierisce perché i ragazzi di Nizza non vogliono proseguire con il portiere di movimento. I tempi supplementari sono il risultato più logico con i piemontesi che non riescono a sferrare il colpo finale, per sfortuna e mancata lucidità. Così il Mantova si trasforma in una mantide e colpisce nel momento in cui i rigori sembravano alle porte. Prima Carone e poi Barbieri, un doppio schiaffo letale. Martin firma una prestazione sontuosa, firmando l’ultimo acuto stagionale, ma subito dopo arriva il triplice fischio che sancisce l’inizio della festa dei lombardi e il rammarico rostese.