L’ora del mercato: meglio un allenatore-totem o cinque top player?

rodrigo rosa aosta
Rodrigo Rosa, esempio di allenatore che sta facendo le fortune dell'Aosta dalla prima squadra alla scuola calcio a 5

Stiamo entrando a grandi passi nella stagione del mercato: la domanda è se sia meglio puntare su un allenatore che sia riferimento per tutta la società o se per ottenere i risultati sperati basta ingaggiare top player in blocco

Ufficialmente la stagione non è ancora terminata, ma per molte società è tempo già di guardare al futuro. A quello che verrà, cercando di passare dalle parole ai fatti. Il mercato così conquista il palcoscenico del futsal, con la scrivania degli addetti ai lavori diventata la cornice ideale per costruire una squadra vincente. Alla base di tutto ci sono gli investimenti dei presidenti, che definirli tali è forse un po’ inappropriato. Infatti non si tratta di operazioni in cui si possa trarne beneficio ma bensì di costi che i rispettivi patron si accollano senza alcun ritorno significativo. Per tale motivo diventa fondamentale la figura dei Direttori Sportivi i quali cercheranno di trasformare in realtà tutti gli obiettivi. Ma quali possono essere quest’ultimi? Troppo banale pensare di andare alla ricerca di un giocatore, o anche più d’uno, in grado di farti tagliare il traguardo prefissato. E’ più sofisticato, ma anche più redditizio nel lungo periodo, pensare di puntare molte fiches sulla figura di un allenatore-totem capace di essere il fulcro non solo della prima squadra, ma di tutte le varie categorie della società. Un allenatore capace di far diventare dei semplici atleti, dei veri giocatori di futsal. Ma i presidenti sono abbastanza lungimiranti nel puntare quasi tutto sul tavolo verde su una figura di questo genere? Spesso, infatti, si sceglie di far ricoprire il ruolo tecnico ad una figura che non ha l’esperienza necessaria per allenare in quella determinata categoria, mettendogli a disposizione un roster di top-player in grado di “autogestirsi” sul parquet. Ma i risultati positivi non sempre ne sono una diretta conseguenza. La crescita delle società e del movimento passa anche da questi “piccoli” dettagli.