Monferrato Mongardino, obiettivo Serie B entro pochi anni

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Il presidente Miroglio insieme ad alcuni dei suoi talenti (foto Facebook Monferrato Mongardino)

Il presidente Miroglio carica il suo Monferrato Mongardino: dall’obiettivo Serie B allo sviluppo del territorio attraverso il calcio a 5 giovanile

Un occhio rivolto al presente, un altro già proiettato al domani. Verso un futuro tutto da (ri)scrivere. Il Monferrato Mongardino non si accontenta del primato nel Girone B di Serie C2, dopo le prime sei giornate di campionato. L’ultima vittoria, sofferta, contro il Villarbasse è benzina per la fiducia di un gruppo che è in grado di soffrire più che amministrare. E di portare a casa punti pesanti. A raccontare i progetti presenti e futuri, è lo stesso presidente Gianfranco Miroglio. Sorriso fermo di chi nasconde i suoi segreti e orgoglio verso un gruppo che a dicembre riceverà anche il suo “regalo di Natale”, a detta dello stesso Miroglio.

Presidente, e dire che avete anche perso la prima di campionato…
Già, anche se col Centallo potevamo anche pareggiarla. Da lì in poi il cammino è stato entusiasmante. Dobbiamo continuare così.

Anche se col Villarbasse avete sofferto forse un po’ troppo, visti i punti in classifica. No?
Loro sono una squadra rognosa, con un paio di individualità interessanti. Non pensavamo mica di vincere facile. Abbiamo fatto il massimo. Costa è stato bravissimo a fare addirittura quattro gol.

Quindi l’obiettivo del Monferrato Mongardino è restare in testa? Volete vincere questa C2?
Credo che in qualche anno potremo arrivare in Serie B. Questa almeno è la speranza. Ad Asti c’è gente che investe nel e per il calcio a 5.

E’ soddisfatto del lavoro del tecnico Rasero?
Assolutamente sì. Il suo ruolo è fondamentale: mi dà una grossa mano in tutti gli aspetti e ha creato un gruppo che migliora di giorno in giorno. Senza di lui non saremmo questi. Si merita il meglio e infatti gli arriverà un bel regalo di Natale…

Cioè?
A dicembre arriverà un gran rinforzo. Ancora non posso dire il nome, ma parliamo di un giocatore che ci permetterà di fare il salto di qualità. Un giocatore di un’altra categoria, fidatevi…

Se le dico Sergio Tabbia, cosa le viene in mente?
Permettimi di ringraziarlo. Per me è un amico: con lui è nata una sinergia che potrà permetterci di toglierci grandi soddisfazioni col passare del tempo. Parliamo di un professionista esemplare. 

Che tipo di sinergia?
L’ho detto prima. Ad Asti c’è gente che investe nel calcio a 5. Tabbia è un professionista esemplare. Lo sappiamo tutti. Lui guarda al futuro, come me. Per questo è nata questa collaborazione.

Quindi possiamo attenderci altri arrivi, da qualche realtà astigiana?
Non in inverno, ma l’anno prossimo certo. Inoltre Sergio (Tabbia, ndr) ci dà una mano anche con il settore giovanile, in settimana. Magari un domani saremo noi a dare qualche giocatore a una realtà al momento più affermata. Mi piace vedere questa direzione bilaterale.

Un segreto del suo Monferrato Mongardino?
Sarebbe troppo facile parlare delle individualità. I miei ragazzi sono fortissimi e lo sanno. Ma dopo ogni partita andiamo sempre a mangiare tutti insieme. Facciamo gruppo, creiamo un qualcosa. Non importa il risultato, il lunedì sera è sacro.

Le giovanili stanno rispettando le attese?
Siamo assolutamente in linea. Con l’Under 19 in panchina va Sasha Mitic: uno che è cresciuto nella Stella Rossa. Quella vera, al Marakanà. Una persona di una serietà assoluta, dal calcio a 11 non ha avuto ciò che meritava. Giochiamo con una squadra di due anni più giovane rispetto alle altre. Eppure non sfiguriamo mica.

Che cosa vede di futuribile all’orizzonte?
Ho una marea di idee, serve il tempo…

Ci anticipi qualcosa.
L’anno prossimo per esempio voglio assorbire il Castell’Alfero, squadra a 11 di terza categoria costituita da giovani.

Ha parlato anche di un progetto riguardante Moncalvo, vero?
Moncalvo è come se fosse la più piccola “città indipendente” d’Italia. C’è sempre stato tutto. E noi siamo nati proprio lì. Per questo vogliamo portare lì il calcio a 5. Purtroppo la palestra è troppo piccola, per questo giochiamo a Isola, ma la Juniores invece è lì. Quella è casa nostra.

Ma c’è l’idea di creare una palestra lì?
Al momento non è possibile. Però è anche vero che ad Asti abbiamo cinque società di calcio a 5. Che stanno bene e lavorano in sinergia. Quindi in futuro mai dire mai, ma sicuramente non nell’immediato. Sicuramente dovete aspettarvi grandi cose.

A partire dalla promozione?
Chissà. Speriamo di non passare dai playoff. Magari a fine anno affitto il PalaSanQuirico per qualche partita importante.

L’ambizione non vi manca…
Non avete ancora visto nulla.