Nazionale Italiana, Bellarte: “Qui chi merita: nessuna differenza tra italiani e oriundi”

Massimiliano Bellarte

Il CT della Nazionale Italiana Max Bellarte intervistato da Futsal2U si è espresso sullo stato di salute dei suoi azzurri

La Nazionale Italiana domenica si ritroverà a Coverciano per preparare al meglio la doppia sfida con Finlandia e Belgio per la qualificazione a Euro 2022. Massimiliano Bellarte ha analizzato ai microfoni di Futsal2u il format di Sport2u in collaborazione con OA Sport lo stato di salute della Nazionale: “Siamo partiti bene, questo è motivo di fiducia. Quando ci sono successi, è il modo migliore per impiantare delle idee perché non si devono dare delle spiegazioni“. 

Per continuare in questo trend positivo c’è bisogno di tutti:  “Credo in un gruppo allargato per far sì che tutti entrino in certe dinamiche. Faccio leva sull’entusiasmo di giocatori giovani come Motta ed Esposito. Saranno tanti a essere chiamati in causa, mettendoci delle idee semplici e cercando di fare un gol in più dell’avversario. La mia filosofia è far sì che i singoli si esaltino in un collettivo che funzioni. Stiamo lavorando con il portiere di movimento: una situazione che può essere sfruttata non solo in situazioni di “emergenza”, ma per creare delle variazioni tattiche

Un gruppo eterogeneo in cui il confronto italiani e oriundi non esiste: “Tutti i giocatori che sono chiamati a vestire questa maglia la difendono al 101%, al punto che alcuni mi hanno chiesto lumi sulla storia del nostro inno. Poi c’è un percorso giuridico che di fatto porta alla cittadinanza italiana, fatta per motivi personali importanti. Parliamo di discendenza sanguigna, tanto per essere chiari. Per questo io non credo ci sia una differenziazione da fare. Se parliamo poi di formazione dei giocatori in Italia piuttosto che in altri Paesi, è chiaro che bisognerebbe lavorare alla creazione dell’idolo, secondo cui un ragazzino solitamente si ispira a Gigi Buffon piuttosto che a Stefano Mammarella. Convocare Achilli, Lo Conte vuol essere anche un segnale di apertura per venire incontro a un processo di formazione, tenendo conto delle qualità del singolo. Un modo per creare quell’idolo. In Italia esiste il talento, deve essere coltivato e formato. Per questo sono favorevole a un gruppo di lavoro allargato“.