Prato, al cuor non si comanda: torna anche Giannattasio

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Il nuovo Direttore Tecnico del Prato C5 Giannattasio (foto Facebook Prato Calcio a 5)

Un altro ex giocatore del grande Prato di Velasco torna in toscana: Giannattasio sarà Direttore Tecnico del settore giovanile e non solo

Non solo mister Stefano Tesi. Il Prato riparte da un’altra colonna storica come Nicola Giannattasio che sarà Direttore Tecnico del settore giovanile imitando il ruolo avuto al Poggibonsi fino a poco tempo fa. Ma rientrerà anche nella rosa della prima squadra che ripartirà dalla Serie B, come uno dei due portieri, fortemente voluto dal mister. Nelle sue parole rilasciate all’ufficio stampa del Prato tutta la voglia di tornare a fare la differenza in un club in cui ha già scritto pagine importanti di storia:

«Sono entusiasta di questo nuovo incarico. Ho voluto valutare bene la proposta, ma mi sono subito reso conto della bontà del progetto e della solidità della struttura su cui poggia. Io avrò il compito di coordinare tutti i tecnici, sceglierne di nuovi laddove lo riterrò opportuno, dettare le linee guida da seguire e gli obbiettivi da raggiungere per ogni categoria. Manco da Prato da tanto tempo, quando andai via scegliendo il Kaos in un momento caotico per la società, che rischiava seriamente di chiudere per problemi economici. In questi 14 anni ci sono stati diversi contatti, ma non non ho mai trovato stimolante il progetto presentatomi. Mi ero sempre ripromesso che il giorno che sarei tornato a Prato sarebbe stato per fare qualcosa di importante per questa società. Ora penso ci siano i presupposti per farlo. L’idea di base è quella di riproporre il “modello Poggibonsese”, che ho portato avanti per 9 anni insieme a persone di valore ed esperienza come Busato, Montagnani, Buraschi e Landozzi, formando quasi da zero tecnici giovani come Musio, Mezzetti e Chianese. A Poggibonsi abbiamo ottenuto risultati sia in termini di vittorie (cinque campionati vinti e una Final Eight Scudetto Juniores) che di giocatori lanciati in prima squadra, circa una trentina nel corso degli anni. Sono convinto che questo tipo di lavoro si possa riportare anche a Prato. A Poggibonsi per motivi logistici abbiamo lavorato dall’Under 17 in su, mentre qua la filiera è più lunga e i bambini e i ragazzi potranno sviluppare un percorso più completo. Tra i miei ruoli c’è anche quello di coordinatore tecnico tra prima squadra, Under 19 e Under 17. I tecnici di queste tre categorie dovranno lavorare in sinergia, seguendo prevalentemente gli stessi principi di gioco. Lo sviluppo dei ragazzi negli ultimi passaggi dal giovanile alla prima squadra deve essere improntato su un modello in cui ci debbano essere minori traumi possibili nel salto di categoria in categoria»