Retrocessione Aosta, per Fea nessun dramma

aosta fea presidente

Il presidente Fea non nasconde la delusione dopo la retrocessione in B del suo Aosta ma resta focalizzato sulla crescita dei giovani

Nessun dramma, neanche quando la parola retrocessione è oramai aritmetica. Dopo cinque anni in serie A2, l’Aosta saluta la categoria ma da queste parti non vi è alcun rimpianto. «Se vogliamo essere sinceri possiamo dire che quest’anno è andato tutto storto rispetto alla passata stagione in cui eravamo stati anche fortunati». Gianluca Fea analizza in maniera lucida un campionato in cui i quattro punti fin qui racimolati sono lo specchio di un’annata difficile. «Non meritiamo questi pochi punti ma la retrocessione è un fattore che non intacca il nostro obiettivo». Aosta e giovani sono un binomio oramai consolidato nel tempo e questa politica difficilmente verrà abbandonata. «Abbiamo puntato pesantemente su di loro anche in questa stagione. Gli allievi ci stanno regalando grandi soddisfazioni, mentre l’Under 21 ha reso un po’ meno del previsto anche se molti effettivi sono stati logorati in prima squadra». Loro sono il vero tesoro di una società che ogni anno cede un pezzo pregiato per catapultarlo sul grande palcoscenico della serie A, e reinveste quanto ricavato nelle giovani leve dal futuro roseo. «Grazie alla vendita di Carvalho – afferma Fea – abbiamo anche pagato l’iscrizione della prima squadra e puntato su qualche giocatore che purtroppo non ha reso come ci si aspettava». Birochi e Mirabelli erano coloro che dovevano fungere da chioccia e invece si sono fatti coinvolgere nel trend negativo. Entrambi hanno già salutato la Valle, lasciando spazio a coloro che hanno voglia di mettersi in mostra. «In queste ultime gare che mancano – prosegue il presidente – faremo degli esperimenti in prima squadra portando anche degli allievi. Sfrutteremo questo periodo per prepararci al meglio alla prossima stagione».