Serie B Girone B, il Petrarca di Cleber al momento della verità: «Non dobbiamo fallire»

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Destino ancora da scrivere per Cleber Ricardo (foto Facebook Petrarca)

Nell’ultimo mese il Petrarca Padova ha visibilmente rallentato la marcia, ora per Cleber e compagni è giunto il momento di concretizzare il dominio nel Girone B di Serie B

Ci siamo. E’ tutto pronto al PalaGozzano perché la festa abbia inizio. E sarebbe la seconda dopo lo spettacolare All Star Game impreziosito dalla presenza di Ricardinho. Il Petrarca Padova ha la grande possibilità di festeggiare domani sera davanti al proprio pubblico la promozione in serie A2. Per farlo dovrà battere il Cornedo, in un derby veneto già vinto dai ragazzi di Giampaolo nella gara di andata. Sarà una serata in cui nessuno vorrà mancare, nemmeno Ricardo Cleber che, fermato dal giudice sportivo, caricherà i propri compagni dalla tribuna: «Non possiamo permetterci di fallire, dobbiamo giocare come se fosse una finale». Il livello di attenzione sarà elevato, anche perché l’Italian Coffee sembra aver alzato il freno a mano. Due sconfitte nelle ultime tre partite possono essere un campanello di allarme: «Senza dubbio – prosegue Cleber – forse ci siamo un po’ troppo distratti avendo avuto in tutta la stagione un grande margine di vantaggio, ma bisogna anche dire che non eravamo al completo, con l’infermeria sempre piena». Adesso però è arrivato il momento di chiudere la pratica promozione: «Ci teniamo molto a questa sfida perché la giocheremo davanti ai nostri tifosi che non ci fanno mai mancare il loro apporto». Una squadra costruita per vincere, ma non è mai facile confermare i pronostici: «Siamo un grande gruppo e giocatori come Foglia e Lucas danno sempre il massimo e sono fondamentali anche fuori dal campo, perché sono un ottimo esempio di professionalità per tutti». L’ex Castellamonte, è arrivato alla sua terza stagione. Sbarcato nel gennaio del 2016 ha vissuto l’ascesa di una società che, dal suo arrivo, si è ritagliata una soddisfazione dopo l’altra: «Appena sono arrivato abbiamo fatto l’impresa di salvarci per evitare la serie C2, e dalla stagione successiva abbiamo intrapreso un cammino straordinario». Capitano e anche allenatore della Scuola Calcio, oramai Cleber ha trovato la sua seconda casa: «Qua mi trovo benissimo in quanto dal primo giorno che sono arrivato mi hanno trattato come se fossi un figlio. Mia moglie è contenta e non mi manca proprio nulla. Voglio ancora vestire i panni del giocatori per qualche stagione, poi vedremo, ma mi piacerebbe rimanere qui».

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