Serie C1, Savigliano si scaglia contro il Giudice Sportivo: “Provvedimenti sconcertanti”

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La terna arbitrale di Val d'Lans-Savigliano di sabato scorso (foto Gaviglio)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del presidente della Futsal Savigliano Alberto Pettavino, fortemente critico nei confronti delle sentenze del Giudice Sportivo sull’ultimo big match di C1 contro il Val d’Lans

Quanto riportato nel comunicato n° 48 del Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta a proposito della gara di sabato 3 febbraio tra Val d’Lans e Futsal Savigliano mi costringe, per il ruolo di presidente che ricopro, a condividere alcune, importanti precisazioni. Ci tengo, innanzitutto, a sottolineare che non è nel mio stile rilasciare dichiarazioni sugli arbitraggi: anche in questo caso, infatti, oggetto delle mie contestazioni è quanto stabilito dal Giudice Sportivo, pur rendendomi io stesso conto di come ciò derivi da quanto l’arbitro stesso riporti sul referto a fine gara.

Sono due i provvedimenti che mi lasciano sconcertato: innanzitutto, le due giornate di squalifica attribuite a Delija, espulso durante la prima frazione di gioco per un doppio giallo frutto di due falli di mano (il secondo dei quali contestabile). La semplice e chiara applicazione del regolamento, infatti, prevede che per una somma di ammonizioni la squalifica sia di una giornata: nel caso di specie, poi, dopo l’espulsione il giocatore ha lasciato il campo senza proteste eclatanti che avrebbero potuto motivare tale decisione. Conosco Delija, è un giocatore che parla poco e lavora molto: le due giornate sono una follia che va contro il regolamento e non “racconta” quando accaduto in campo. Senza contare che la mia squadra si sta giocando un campionato importante, stiamo tentando di vincere questo campionato, e questa assenza rappresenta per noi una penalizzazione troppo grossa.

Secondo aspetto: ci è stata comminata una multa di 50 euro motivata da “insulti razzisti” che un nostro tesserato presente in tribuna avrebbe pronunciato durante il secondo tempo della gara. Si tratta di accuse molto pesanti (oltre che false) che non accetto siano affiancate alla mia società e che, credo, debbano essere sostenute da prove concrete. Il Comunicato fa apparire la società e la tifoseria molto diverse da ciò che in realtà siamo: è vero, anche noi, come chiunque, ci “scaldiamo” sugli spalti, ma non nei modi (e termini) che si evincono da quanto riportato nel comunicato.

Sabato in tribuna eravano precisamente in sette, tre con la divisa, quattro (me compreso) senza: avrei sentito tali insulti qualora uno dei “miei” ne fosse stato autore. E mi chiedo: nella bolgia del palazzetto, e dopo quanto stava accadendo a opera della tifoseria di casa (ovviamente più numerosa), come ha fatto l’arbitro a sentire gli insulti razziali (ribadisco, mai pronunciati)? Forse avesse fatto più attenzione a tutte le situazioni in campo, il clima non sarebbe diventato così rovente… Perché sì, l’arbitraggio è stato di bassissimo livello e lo dico al di là del risultato a nostro favore e al di là del fatto che, soprattutto nel secondo tempo, il direttore di gara abbia fischiato principalmente a nostro favore. Grazie a persone appassionate e legate alla nostra società, abbiamo il privilegio di poter contare sui filmati di tutte le nostre partite: ho visualizzato le immagini più e più volte ed esse confermano quanto da me riportato sopra sia rispetto al primo, sia rispetto al secondo provvedimento. Faremo sicuramente ricorso, ma non so se l’esito potrà essere positivo.

Concludo, approfittando di questa occasione, per fare un appello: la classe arbitrale chiede collaborazione che noi in primis come società stiamo fornendo da tempo, ma, allo stesso tempo, deve cominciare a dimostrare più collaborazione e rispetto a sua volta. Mi aspetto questo dagli arbitri, ma anche dai commissari e dai giudici. Se vogliamo essere persone serie e far crescere questa disciplina, dobbiamo esserlo tutti.

Alberto Pettavino

Presidente ASD Futsal Savigliano