TdR 2017, i Giovanissimi da bruchi a farfalle

Giovanissimi tdr rappresentativa

A un passo dal sogno finale ma comunque straordinaria l’avventura dei Giovanissimi di Beppe Vassallo, una vera rivelazione

Che dire. Fino a due settimane fa i Giovanissimi sembravano un gruppo di pulcini spauriti, senza capo né coda. Destinati secondo un po’ tutti a un rapido cammino verso l’eliminazione, a maggior ragione considerando la durezza del girone eliminatorio. E invece, i ragazzi di Beppe Vassallo hanno oltrepassato ogni più rosea previsione, emozionando e commuovendo tutti (ma proprio tutti tutti, insospettabili compresi…) con il loro spirito battagliero. Merito assoluto ed esclusivo del tecnico siciliano, il quale ha saputo trasmettere empaticamente tutto se stesso ai ragazzi, cancellando le iniziali perplessità di molti sulla sua nomina: dalla mentalità aggressiva e spregiudicata, alla compattezza e all’equilibrio di squadra. Un vero capolavoro di cui Vassallo dev’essere più che orgoglioso, al di là della pesante sconfitta in semifinale contro il Veneto, risultato che indubbiamente non ha reso giustizia ai nostri. Troppo più sviluppati atleticamente e fisicamente i corazzieri veneti per un gruppo oltretutto composto in buona parte da 2003. Tanti i volti da mettere in copertina: Scavino è stato leader e capitano perfetto, giocatore che ha confermato di essere “fuori categoria” e meritevole della Nazionale senz’ombra di dubbio. Poi Solero, giocatore a tutto tondo, mostruoso nella sfida alla Lombardia e in netta crescita anche dal punto di vista caratteriale e della personalità. E non si possono nemmeno dimenticare gli aostani, da “mister utilità” Piccolo al portierino Berthod, capace di due rigori parati nel durissimo quarto di finale contro il Comitato di Trento. Un Torneo meraviglioso e senza lati oscuri, punto di partenza per un progetto di lavoro che l’anno prossimo potrebbe avere notevole margine di crescita.