TdR 2017, la Femminile si butta via

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Una delusione cocente la precoce eliminazione della selezione Femminile di Nicola Caprio, vittima di se stessa più che delle avversarie

Dal manuale “Come buttare via una qualificazione già in tasca”. Se le PVA girls l’anno passato ci avevano lasciato senza parole in positivo, il vuoto scenico di questa settimana è difficilmente spiegabile. Verissimo, non c’è più Pamela Gueli e chi avrebbe in qualche modo potuto raccoglierne l’eredità, Giada Bagnasco, ha vissuto forzatamente il Torneo della panchina dopo quel maledetto infortunio al ginocchio di tre settimane fa. Al di là delle assenze, però, il gruppo sceso in campo poteva e doveva superare la fase eliminatoria, per qualità tecniche che di certo non difettavano nei riguardi di squadre discrete e nulla più quali Marche e Puglia. E a maggior ragione non si doveva fallire dopo i successi iniziali sulle marchigiane e sulla Basilicata, considerando che sarebbe infine bastato addirittura perdere con una rete di scarto. Invece, la sfida alle padrone di casa è stata affrontata al piccolo trotto, con quell’ingiustificata presunzione di chi è convinto di raggiungere l’obiettivo, in un modo o nell’altro. Ma a scherzare con il fuoco, capita di bruciarsi. E lo sport non perdona mai, in questo senso. Tanto è vero che negli ultimi dieci minuti Ranieri e compagne sono tornate sui loro livelli, ma non è bastato, complice anche una Chiara Russo, leader designata, ormai stremata dalla fatica. Errori di gioventù, si dirà, perché le note liete non mancano e risiedono proprio nella giovanissima età di molte ragazze, alla prima esperienza in Rappresentativa Femminile: Biasiolo, Parlagreco, Cianciaruso e la rientrante Pecoraro sono classe ’96, Barillà, Camilla Chenna e la stessa Bagnasco ’98, Auriemma è invece una “veterana” del 2000. Per non parlare di altre talentuose ragazze rimaste a casa come, giusto per citarne alcune, Diaferia, Rebecca Chenna, Veglio o Fernandes. Insomma, il futuro rimane roseo anziché no.