Vampeta chiama Italia: «Asti, Came o Petrarca? Per ora nulla di concreto»

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Vampeta in maglia azzurra in un vecchio scatto con l'asso spagnolo Miguelin (foto www.uefa.com)

Ci sono ormai pochi dubbi che il prossimo futuro di Vampeta sia nuovamente nel campionato italiano: sono molte le possibili alternative per l’asso italo-brasiliano

Vampeta chiama Italia. Italia chiama Vampeta: «E’ vero ci sono ottime possibilità che dalla prossima stagione possa ritornare nel campionato italiano». E’ lo stesso giocatore del Kazma ad annunciarlo. Come anticipato ai nostri taccuini da Lino Gomes, dopo cinque anni Jairo Manoel dos Santos lascia il Kuwait: «Un paese che mi ha dato tanto. C’è una grande forma di rispetto, qui la religione viene prima di tutto e ci si ferma per pregare anche cinque volte al giorno». In cinque anni ha vinto tutto con il Kazma guidato dall’ex tecnico di Aosta e Carmagnola, ma adesso ha deciso di fare il biglietto di solo andata per l’Italia. Per la verità già in questa stagione c’è stata la concreta possibilità che il passaggio si potesse concretizzare ma: «Era praticamente tutto fatto con il Petrarca Padova, compreso l’accordo economico, ma ero ancora sotto contratto con il Kazma e la società ha deciso che lo dovessi rispettare». Detto, fatto ma dopo una stagione è arrivato il momento di cambiare pagina, o meglio, di ritornare al passato: «Sinceramente quello che mi interessa di più è avere sotto gli occhi un progetto serio. Mi interessa molto di più questo che la categoria in cui giocherò. Non dimentichiamo che Ramon iniziò a giocare nell’Asti in C1 in quanto sposò il progetto e poi si tolse parecchie soddisfazioni». Già, anche Vampeta è passato dalla città di Vittorio Alfieri: «Una splendida città con un ambiente fantastico. Claudio Giovannone è unico e sono molto contento del progetto che stanno facendo con i giovani». Ma Asti non è solo Orange Futsal ma anche Città di Asti: «Ho tanti amici come Celentano, Corsini e Fortino e ci sentiamo spesso, ma non ho per adesso ricevuto nessuna chiamata». Anche perché non sarà facile decidere la futura destinazione visto che dopo il post di addio su Facebook, il telefono di Vampeta sarà bollente: «Non nascondo che c’è stata qualche chiacchierata con società del Belgio e della Thailandia, ma io metto in primo piano il rispetto che la società ha nei confronti dei giocatori». L’Italia comunque rimane in pole position e non c’è nessuna indicazione che possa prevedere quale casacca possa indossare la prossima stagione, anche perché adesso in corsa con il Petrarca, neopromosso in serie A, ci sono diverse squadre: «Fisicamente sto bene e con il tempo ho imparato ad adattarmi a giocare in qualsiasi ruolo. Non ho alcuna preclusione di giocare al nord come al sud. L’Italia è un paese meraviglioso e questa disciplina mi ha dato la fortuna di conoscere tante società serie come Luparense, Asti e Kaos e tanti amici. La Came? Zanetti è un ottimo presidente ed ho parecchi amici che giocano con quella maglia, ma adesso non c’è nulla di concreto». Futuro in dubbio, ma chi vuole portarsi Vampeta a casa deve avere in primis un progetto serio e grande rispetto per i giocatori: astenersi se non in possesso di queste credenziali.